"Rette coscienze formate secondo il Vangelo saranno più facilmente spinte a costruire una società a dimensione umana", ha osservato Benedetto XVI, che ha aggiunto: "Una male intesa modernità tende oggi ad esaltare in maniera soverchia i bisogni dell’individuo a scapito dei doveri che ogni persona ha verso Dio e verso la comunità alla quale appartiene". È importante, perciò, "porre in luce la retta concezione della responsabilità civile e pubblica, perché proprio da questa visione discende l’impegno per il rispetto dei diritti di ciascuno e per un’integrazione convinta della propria cultura con le altre, tendendo insieme al bene comune". Al processo storico di ristrutturazione del continente europeo "anche le vostre Chiese si sentono partecipi, ben sapendo di poter apportare il loro peculiare contributo", ma "non mancano gli ostacoli", come "la scarsità di mezzi a disposizione a causa della situazione economica e l’esiguità delle forze cattoliche". "Non è facile dimenticare ha proseguito – la pesante eredità di oltre quarant’anni di pensiero unico ed è, al tempo stesso, difficile resistere alle tentazioni del materialismo occidentale con i rischi di relativismo e liberalismo etico, di radicalismo e fondamentalismo politico".