Saper essere uomini e cittadini responsabili in un contesto di pluralismo culturale. È stato il tema del convegno "Quartiere Sarpi in dialogo: quali prospettive?", organizzato ieri sera a Milano dal Master in formazione interculturale dell’Università Cattolica. Il dibattito ha rappresentato una riflessione sugli scontri avvenuti qualche settimana fa nella Chinatown milanese. "Gli episodi del quartiere Sarpi ha detto Daniele Cologna, sinologo e docente dell’Università di Pavia non hanno nulla a che vedere con la ghettizzazione poiché meno del 10% di cinesi vive in quella zona mentre il restante 90% è popolato da italiani". Il problema, invece, ha continuato il sinologo, "è sorto per la massiccia presenza delle attività all’ingrosso in un’area che poco si presta a tali esercizi". Secondo il sociologo Maurizio Ambrosini, "il dialogo con i cinesi è possibile a patto che il richiamo alla legalità non valga solo per loro ma anche per il resto dei milanesi". Per Milena Canterini, direttrice del Master, "la negoziazione è l’unica strada. Non vi è altra scelta". Anche per Piergiorgio Reggio, consulente Iref (Istituto di ricerche educative e formative) per la formazione delle polizie locali, "il dialogo è fondamentale". (segue)