"I cristiani ha detto Mar Delly – sono perseguitati in un paese dove tutti lottano per interessi personali. Vivono da sempre in Iraq, e hanno fatto tutto il possibile per contribuire al suo sviluppo, operando con amore e sacrificio insieme ai fratelli musulmani perché come loro figli dell’Iraq e non stranieri". Il Patriarca ha parlato di persecuzione "interna" operata cioè "dai loro stessi fratelli che li stanno scacciando dalle loro case e terre, e della quale sono responsabili tutti coloro che, al potere, non hanno fatto e non fanno nulla per fermare tale tragedia" ed esterna, che invece "tocca la dignità del popolo iracheno le cui moschee, chiese ed istituzioni sono state distrutte o occupate, senza rispetto per la fede". A tale proposito Mar Delly ha espresso disapprovazione per la trasformazione del Babel College a Baghdad in una base militare Usa. Per queste ragioni ha ribadito "è giunto il momento di reclamare i diritti che spettano ai cristiani. Coloro che sono al potere e che conoscono le sofferenze dei cittadini iracheni cristiani facciano qualcosa. Tutti devono riconoscere che i cristiani sono figli della terra d’Iraq, e chi è al potere deve aiutarli, mettere fine alla loro tragedia, deve agire e non assistere inerte a ciò che è sotto gli occhi di tutti: i cristiani minacciati, scacciati, uccisi".