"Premiare con coefficienti più favorevoli coloro che si rendono disponibili a ritardare l’età massima di pensionamento". Lo suggeriscono le Acli intervenendo sulla riforma delle pensioni alla vigilia dell’incontro tra Governo e parti sociali. Secondo le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani – che hanno predisposto con il proprio Patronato nelle settimane scorse un documento dettagliato "abbassare i coefficienti non è un tabù, ma occorre pensare a delle modalità che valorizzino chi ha una vita contributiva lunga". Mentre si chiede contemporaneamente al Governo l’impegno a non abbassare i coefficienti per il calcolo delle pensioni di inabilità e per gli assegni di invalidità. L’invito delle Acli alle parti che si siederanno domani intorno al tavolo del welfare, è a "uscire dalle posizioni tattiche, sapendo individuare soluzioni innovative, volte a privilegiare soprattutto le giovani generazioni di lavoratori".