Nella citata dichiarazione comune i capi della Chiesa dell’Ulster riconoscono che "molto rimane ancora da fare affinché tutta la popolazione dell’Irlanda del Nord possa condividere un futuro comune". "Siamo consapevoli in particolare che per molte persone la sofferenza per il passato rimane ancora viva" osservano e, "in quanto responsabili della Chiesa, invitiamo i cristiani a rendere grazie a Dio per quanto è stato raggiunto e a pregare affinché coloro che governeranno la nostra comunità nei giorni a venire ricevano assistenza e coraggio". Dopo un sanguinoso conflitto durato 30 anni, l’intesa sulla condivisione del potere, siglata lo scorso 27 marzo, mette fine ad un lungo e complesso processo di pace avviato più di 10 anni fa e segnato, tra l’altro, dall’accordo del venerdì Santo del 1998, a seguito del quale, due anni fa, l’Ira (esercito repubblicano irlandese) aveva deciso di rinunciare alla lotta armata.