"L’Italia è come una memoria viva a cielo aperto, che non ha patito i rigori del razionalismo d’oltralpe e ha sempre visto con disagio una concezione immediatistica della fede. Oggi tuttavia la capacità di tenuta di questa originale tradizione spirituale e culturale del nostro Paese rischia di essere travolta dallo tsunami del pensiero europeo, contrassegnato da una ragione strumentale e calcolante oltre che dall’assolutizzazione della libertà individuale come sorgente dei valori etici”: è la riflessione proposta oggi da mons. Brambilla ai partecipanti al seminario Cei sull’educazione sociale e politica. “A Verona il Papa ci ha ricordato la specificità dell’Italia come terreno ancora favorevole per la testimonianza cristiana, ricordando la presenza capillare alla vita della gente, le tradizioni cristiane radicate, la reazione delle coscienze di fronte all’etica individualistica”. "È certo – ha aggiunto – che se la comunità cristiana non riprenderà una sua vena creativa anche in campo sociale non sarà in grado di offrire quello che il Papa ha definito un grande servizio non solo a questa Nazione, ma anche all’Europa e al mondo”