"Oggi forme esplicite della mancanza di rispetto per la dignità umana sono normalmente condannate, ma ci sono anche altre forme, più velate, delle quali soffrono ancora le nostre società e delle quali siamo molto meno coscienti". Ad affermarlo oggi a Bologna, nel corso del convegno "Charitas e Libertas. Chiesa e Comune per la liberazione dei nuovi schiavi", organizzato dall’arcidiocesi in occasione del Congresso eucaristico diocesano, suor Helen Alford, domenicana, decano della Facoltà di scienze sociali alla Pontificia università San Tommaso. "Trattare la persona ha aggiunto solamente come uno strumento, come se fosse, in un certo senso, una forma di proprietà, è una pratica molto diffusa, particolarmente in campo economico. Le moderne filosofie politiche, anche se hanno sottolineato l’importanza del rispetto per la persona e la sua libertà, non sono di grande aiuto nell’affrontare il problema della strumentalizzazione della persona". Il limite, infatti, sta nel loro essere teorie "individualiste". Ad esse, suor Alford contrappone "una filosofia personalista", in grado di fornire "una base più solida", "come quella che ha preservato la Chiesa nel suo patrimonio di pensiero sociale".” ” ” “