"La sana laicità della scuola, come delle altre istituzioni dello Stato, non implica una chiusura alla trascendenza e una falsa neutralità rispetto a quei valori morali che sono alla base di un’autentica formazione della persona". A lanciare il monito è stato il Papa, aprendo il Convegno della diocesi di Roma. "Nell’educazione alla fede ha detto Benedetto XVI – un compito molto importante è affidato alla scuola cattolica", che "in convinta sinergia con le famiglie e con la comunità ecclesiale cerca di promuovere quell’unità tra la fede, la cultura e la vita che è obiettivo fondamentale dell’educazione cristiana". "Anche le scuole statali ha aggiunto il Papa – possono essere sostenute nel loro compito educativo dalla presenza di insegnanti credenti – in primo luogo, ma non esclusivamente, i docenti di religione cattolica – e di alunni cristianamente formati, oltre che dalla collaborazione di tante famiglie e della stessa comunità cristiana". "Discorso analogo" per le Università: a Roma, ad esempio, è in atto "una feconda collaborazione tra le istituzioni accademiche civili e pontificie". Non è mancato un accenno ai media, dominati "dal relativismo, dal consumismo e da una falsa e distruttiva esaltazione, o meglio profanazione, del corpo e della sessualità".