"Se si osservano i siti Internet regionali – ha aggiunto Garavini – 13 Regioni non trattano il tema dell’emigrazione, 7 prevedono la presenza di giovani all’interno della Consulta regionale dell’emigrazione e solo 3 hanno istituzionalizzato una vera e propria Consulta di giovani corregionali all’estero". La questione dell’emigrazione italiana – ha aggiunto Garavini – é stata "una tematica marginale sul palcoscenico delle questioni interne italiane" mentre "noi crediamo che vada rivalutata attraverso un modo nuovo di concepirla e di gestirla. Non si può continuare a interpretare la nostra emigrazione come qualcosa di antico e negativo: oggetto di sofferenze e assistenzialismo", al contrario l’emigrazione italiana all’estero deve "entrare nell’immaginario collettivo come motore che può azionare processi di internazionalizzazione e, quindi, può diventare un vero e proprio soggetto di sviluppo e di crescita per il nostro Paese da più punti di vista: economico, culturale, scientifico. È necessario uno sforzo congiunto da parte di tutte le parti in causa affinché l’emigrazione non sia più vista come cenerentola, ma venga interpretata invece come occasione e come opportunità”.