"Lo sviluppo umano autentico deve essere integrale, cioè orientato alla promozione di tutto l’uomo e di tutti gli uomini, e deve fattivamente adoperarsi a sopprimere le gravi disuguaglianze sociali e le enormi differenze nell’accesso ai beni". A rilanciare, 40 anni dopo, l’appello di Paolo VI nella "Popolorum progressio" è stato il card. Claudio Hummes, prefetto della Congregazione per il Clero, intervenuto oggi ala celebrazione del 25° anniversario del Pontificio Consiglio della Cultura. "La pastorale della cultura ha detto il porporato deve rivelarsi come servizio di promozione umana e di solidarietà, di liberazione integrale dell’uomo e non solo di liberazione dal peccato personale ma anche delle conseguenze del peccato nel mondo: dall’ingiustizia e dalle strutture ingiuste, dalla violenza, dalla sopraffazione e dalla povertà". In America Latina, "la cultura è strettamente correlata con la situazione economico-sociale della gente, di cui una parte sostanziale vive o sopravvive in condizioni di povertà e di miseria davvero disumane". In America Latina, dunque, la pastorale della cultura "deve essere quella del Buon Samaritano che proclama la centralità di Cristo con opere concrete, facendo diventare credibile il suo messaggio con la testimonianza", soprattutto verso i "lontani", gli "esclusi" o "gli emarginati".” ” ” “