In un mondo sempre "più interdipendente", grazie "al formidabile sviluppo dei mezzi di comunicazione e al conseguente infittirsi della rete delle relazioni sociali", è diventato "ancor più urgente per la Chiesa promuovere lo sviluppo culturale". Lo ha detto il Papa, che ricevendo oggi in udienza i membri del Pontificio Consiglio della Cultura, riunitisi in questi giorni a Roma per celebrare il 25° anniversario della creazione dell’Istituto, ha esortato a puntare "sulla qualità umana e spirituale dei messaggi e dei contenuti", perché "la cultura oggi risente inevitabilmente dei processi di globalizzazione che, se non vengono costantemente accompagnati da un vigile discernimento, possono rivolgersi contro l’uomo, finendo per impoverirlo invece che arricchirlo". Creato da Giovanni Paolo II il 20 maggio 1982, il dicastero è guidato dal card. Paul Poupard dal 1988, ha ricordato Benedetto XVI ringraziandolo per le sue "doti umane e spirituali". "Nell’istituire questo nuovo dicastero ha sottolineato il Pontefice il mio venerato predecessore mise in risalto come esso avrebbe dovuto perseguire le proprie finalità dialogando con tutti senza distinzione di cultura e religione": un compito, questo, ancora attuale, di fronte alle "grandi sfide" con cui "l’evangelizzazione deve confrontarsi".