GIOVANI E POLITICA: AZIONE CATTOLICA, SUPERARE LA "FRATTURA" TRA "CHI HA VOGLIA DI PARTECIPAZIONE E CHI SI È ARRESO"

Nell’universo giovanile, c’è oggi "una frattura forte tra una minoranza di giovani pienamente consapevoli del proprio ruolo, che hanno voglia di partecipazione", e "una maggioranza di giovani che si è arresa, perché considera il mondo come qualcosa da cui scappare, senza poter far nulla per cambiarlo". A tracciare questo identikit dei giovani è stato Simone Esposito, vicepresidente nazionale del settore giovani dell’Azione Cattolica Italiana (Aci), aprendo oggi il seminario di studio su "Il bene comune alla prova delle nuove generazioni", organizzato dalla presidenza nazionale dell’Ac e dall’Istituto Vittorio Bachelet, in vista della prossima Settimana sociale (Pistoia-Pisa, 18- 21 ottobre). "Rispetto a 20 anni fa, quando tra i giovani dai 15 ai 30 anni valori come amicizia e solidarietà raccoglievano lo stesso gradimento, con percentuali rispettivamente del 57 e 58% – ha detto Esposito citando i dati dell’ultimo Rapporto Iard – c’è stato un aumento esponenziale dei valori di socialità ristretta, cioè limitata alla famiglia, agli amici, alle persone vicine", accanto a un "calo drastico" dei valori di "socialità più aperta": di qui il "riflusso" del "bene comune", circoscritto dai giovani "non molto oltre a quanti si conoscono".