"Umano, disumano, post-umano. Corpo a corpo nell’educazione": questo il tema che sarà affrontato nel convegno annuale della rivista "Cem mondialità" (Viterbo, 26-30 agosto) "nello sforzo spiegano i promotori di riflettere sui grandi temi dell’uomo, anticipando le esigenze e i bisogni del terzo millennio". "Per secoli continuano – si è ritenuto che l’educazione si dovesse occupare prevalentemente dello spirito, della coscienza, del sapere. Attualmente questa concezione viene radicalmente messa in discussione dall’evoluzione della biologia, e più in generale delle scienze e delle tecnologie, ed è per questo che l’educazione non può disinteressarsi di quel che accade". Di qui il bisogno "di definire i confini invalicabili di quella soglia-limite per impedire a ciò che è umano di degenerare nel dis-umano e nel post-umano". Tra i relatori del convegno Mauro Ceruti, preside della facoltà di Scienze della formazione presso l’Università degli Studi di Bergamo, che osserva: "È tempo di riconoscere che la tecno-scienza non è un destino, né è portatrice di per sé di una cultura o di una morale. Emerge, quindi, la necessità di riarticolare un rapporto dialogico tra scienza, tecnologia, cultura ed etica nella prospettiva di un rinnovato umanesimo, che ripropone al proprio centro il principio di responsabilità". Info: www.cem.coop.