Per Vanzanella, il vero problema di Scampia è che il quartiere "è un luogo di spaccio a cielo aperto, attorno al quale è cresciuto tutto un indotto illegale, che coinvolge persino i ragazzini". Al di fuori di questo "non c’è micro criminalità per evitare l’intervento delle forze dell’ordine che potrebbe danneggiare i traffici illeciti". Nella ricerca, poi, è emerso chiaramente che esistono due tipi di abitanti del quartiere: "Quelli che vivono del mercato della droga e le persone oneste, che tornano a casa solo per dormire, persone che sono state attirate qui dalla possibilità di acquistare una casa a prezzi più bassi che in altre zone della città". A giudizio di Monica Martinelli dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dopo gli studi per la funzionalità del quartiere da parte degli architetti e i proclami dei politici che vanno a Scampia ad annunciare iniziative che poi non si realizzano, "serve ripartire dall’esistente e metterlo in rete". "Si promuovono già tante esperienze positive", ha osservato, facendo riferimento all’attività di parrocchie e associazioni ecclesiali: "Ora bisogna sistematizzare quello che ognuno fa per conto proprio".