” “"A Gaza è tutto chiuso. Da lunedì non si sente altro che il rumore degli spari. Siamo chiusi in casa e costretti a muoverci a carponi per evitare proiettili che possono attraversare le finestre". È la testimonianza di Bandalay El Sayegh, direttore del centro medico della Caritas a Gaza, inviata oggi al Sir dallo stesso organismo cattolico. L’ambulatorio, vicino al quartiere generale di Fatah, ora in mano ad Hamas, è chiuso e la Caritas ha invitato i suoi operatori a restare a casa fino a quando non siano ripristinate le condizioni di sicurezza. Secondo quanto riferisce la Caritas oggi a Gaza è tutto fermo, istituti scolastici, negozi, uffici, con l’eccezione di qualche scuola i cui studenti sono impegnati negli esami di fine anno. A questo riguardo l’organismo cattolico ha raccolto alcune voci di studenti intenzionati a lasciare Gaza al più presto se gli scontri non cesseranno. C’è anche chi, riferisce la Caritas, ha sfidato i proiettili per scendere in piazza e chiedere la pace. Centinaia di intellettuali, studenti e lavoratori hanno marciato dalla zona Est di Gaza fino alla zona di Rimal, inneggiando alla Palestina e chiedendo ai combattenti di smettere. Raggiunta la zona di sicurezza il corteo è stato affrontato da uomini armati che hanno aperto il fuoco uccidendo un giovane, Shadi al-Ejla. ” “