Due rappresentanti dei giovani hanno esposto a Benedetto XVI alcuni problemi della condizione giovanile, della difficoltà a costruirsi un futuro e soprattutto della fatica a discernere la verità. "Il Vangelo ha dichiarato il Papa – addita Cristo come verità: verità di Dio e insieme verità dell’uomo. Come avvenne per Francesco, Cristo parla anche al nostro cuore". "Noi ha proseguito – rischiamo di passare una vita intera assordati da voci fragorose ma vuote, rischiamo di lasciarci sfuggire la sua voce, l’unica che conta, perché è l’unica che salva. Ci accontentiamo di frammenti di verità, o ci lasciamo sedurre da verità che sono tali solo in apparenza". "C’è poi da meravigliarsi – si è chiesto – se ci ritroviamo intorno un mondo contraddittorio, che, pur tra tante cose belle, così spesso ci delude, con le sue espressioni di banalità, di ingiustizia, di violenza? Senza Dio, il mondo smarrisce il suo fondamento e la sua direzione di marcia". Di qui l’invito a non aver paura "di imitare Francesco innanzitutto nella capacità di tornare a voi stessi. Egli seppe fare silenzio dentro di sé, ponendosi in ascolto della Parola di Dio. Passo dopo passo si lasciò guidare per mano verso l’incontro pieno con Gesù, fino a farne il tesoro e la luce della sua vita".