"Senza ombra di dubbio, e ne è testimone il mondo intero, non intendevamo ricostruire una delle tante cattedrali nel deserto, ma una Cattedrale nella città e nella storia": così il vescovo di Noto, mons. Giuseppe Malandrino ha tratteggiato l’impegno di diversi anni per la ricostruzione della chiesa barocca del capoluogo siciliano, considerato un "gioiello" a livello mondiale, parzialmente distrutta per il crollo del 13 marzo 1996. È, tuttora, in corso la celebrazione eucaristica di apertura e benedizione della cattedrale, presieduta dal card. Giovanni Battista Re, prefetto della Congregazione per i vescovi, presente il primo ministro Prodi e altre autorità. Secondo il vescovo Malandrino, "la cattedrale è venuta fuori ancor più forte di prima, come frutto rigoglioso della preghiera e dell’apporto di tutti quanti vi hanno creduto e operato". Il cantiere ha avuto inizio nell’ottobre 1999, ha usufruito di primarie consulenze artistiche e architettoniche di docenti universitari di Roma, Milano, Catania e anche dell’Università di Berkeley (California). Per ricostruire fedelmente le parti crollate, sono state stoccati e catalogati 5.655 frammenti. La cattedrale risale al 1693, quando venne iniziata la costruzione della "Chiesa madre di Noto".