"Se non vi sarà accordo, a perdere sarà tutta l’Europa": al termine dei negoziati sul futuro della Carta costituzionale, svoltisi durante la riunione dei ministri degli esteri dei 27 a Lussemburgo, il capo della diplomazia tedesca Frank-Walter Steinmeier, conferma le difficoltà della trattativa, che ora passa al summit dei capi di Stato e di governo. L’incontro di giovedì e venerdì a Bruxelles dovrà ancora superare il "no" della Polonia al sistema di voto a doppia maggioranza qualificata (55% degli Stati che rappresentino il 65% della popolazione europea). Ma a Lussemburgo si rafforza anche l’opposizione della Gran Bretagna all’inserimento nel futuro trattato della Carta dei diritti fondamentali, ritenuta troppo vincolante da Londra. "La Polonia mantiene la sua contrarietà" a rivedere il sistema di voto deciso a Nizza, ha spiegato oggi il ministro degli affari esteri polacco Anna Fotyga. Con il nuovo sistema, infatti, Varsavia perderebbe peso in seno al Consiglio Ue, così come accadrebbe per la Spagna. Accordo invece dei ministri sulla forma giuridica del nuovo testo, che sarà "un trattato che emenderà i trattati esistenti", ha spiegato la presidenza tedesca. Definitiva, inoltre, la rinuncia al termine "Costituzione" e ai simboli dell’Ue (inno, bandiera, festa).” ” ” “