"La società contemporanea ha ricordato Torcivia ha coordinate culturali diverse rispetto al passato" che necessitano di "pastorali nuove", come quella del primo annuncio. Essa, tuttavia "è ancora molto debole in Italia ed è bisognosa di pratiche e di riflessioni teologico-pastorali e catechetiche che aiutino il suo decollo e il suo sviluppo". "Bisogna saper concentrare e finalizzare le pratiche ecclesiali alla conversione ha sottolineato – ed essere capaci di rifletterci teologicamente", pena il rischio di restare "legati culturalmente a modelli di Chiesa di tipo statici, di cura animarum, di conservazione dell’esistente". Invece, "una Chiesa in stato di conversione permanente non si stanca mai di cambiare, si lascia sempre interrogare dal dinamismo pasquale della morte e resurrezione di Cristo" e vive questa conversione non in una logica individualistica, ma come "fatto comunitario, ecclesiale e pastorale". Il primo annuncio, ha concluso, "chiede alla Chiesa una buona capacità di conversione in ordine alla struttura di mediazioni culturali e normative: se, infatti, prende sul serio la forza rigenerante del primo annuncio, essa sa che da esso si lascia interrogare e verificare sulla giustezza della sua esistenza e delle sue strutture".” ” ” “