"Non c’è nessuna giustificazione alle azioni dei militanti di Hamas, a prescindere da quanto male siano stati trattati i palestinesi": l’inglese Graham Watson, capogruppo liberaldemocratico al Parlamento Ue, ritiene che "la sospensione degli aiuti ha solo peggiorato la situazione e reso ancora più disperata la popolazione, portando alla creazione di due Stati". Watson appoggia la linea moderata del presidente Abbas, invita Israele al dialogo con i palestinesi e specifica che "solo la politica può portare alla pace in Medio Oriente". Brian Crowley, deputato irlandese dell’Europa delle nazioni (destra) si sofferma sulla "sofferenza patita da donne e bambini palestinesi", che non si deve solo ai fatti di questi giorni, ma a una "situazione che dura da trent’anni". Secondo il verde franco-tedesco Daniel Cohn-Bendit, "l’Ue deve agire al più presto, perché e l’unica in grado di mediare fra le parti". Chiede a Israele di rinunciare alla costruzione del muro "che certo non porta alla pace" e di avviare "trattative con il nuovo governo". Il leader della sinistra, Francis Wurtz, contesta la politica adottata nell’area da Israele e dagli Stati Uniti. L’esponente francese imputa alla Casa Bianca "di aver sprecato tante occasioni, come il piano di pace proposto dalla Lega araba nel 2002".” ” ” ” ” “