BENEDETTO XVI: AL CARD. IGNACE MOUSSA I DAOUD, "LA PACE È ANCORA OFFESA" (2)

Con la pace, ha esortato Benedetto XVI, "la terra tutta ritrovi la sua vocazione e missione di ‘casa comune’ per ogni popolo e nazione, grazie all’impegno condiviso di un dialogo sempre sincero e responsabile". Sottolineando come la Terra Santa, l’Iraq e il Libano siano "presenti, con l’urgenza e la costanza che meritano, nella preghiera e nell’azione della Sede Apostolica e di tutta la Chiesa", il Papa ha chiesto "alla Congregazione per le Chiese orientali e a ciascuna delle opere ad essa collegate di confermare la stessa premura al fine di rendere più incisivi la vicinanza e l’intervento a favore di tanti nostri fratelli e sorelle" in modo che "sentano fin d’ora il conforto della fraternità ecclesiale" e "possano presto intravedere lo spuntare dei giorni della pace". Rinnovando al Patriarca caldeo, presente all’incontro, il cordoglio "per la barbara uccisione di un inerme sacerdote e di tre suddiaconi" avvenuta il 3 giugno scorso in Iraq, il Santo Padre ha evidenziato che "la Chiesa intera accompagna con affetto e ammirazione tutti i suoi figli e le sue figlie e li sostiene in quest’ora di autentico martirio per il nome di Cristo". Rispetto all’attività della Roaco, il Pontefice ha auspicato che "l’apporto insostituibile che voi recate alla testimonianza della carità ecclesiale trovi pieno sviluppo nella forma comunitaria del suo esercizio". (segue)