Di qui la solidarietà del Pontefice a quanti rimangono "in queste zone tormentate" dove "i fedeli, cattolici e assiri, sono chiamati a collaborare", e a trovare "modi efficaci per sostenersi" reciprocamente. Rivolgendosi ancora al patriarca della Chiesa assira dell’Oriente, Benedetto XVI si è soffermato sulle "sfide per l’identità cristiana" rappresentate dall’emigrazione di "molti cristiani delle Chiese orientali verso l’Occidente". "Nello stesso tempo ha tuttavia precisato il Papa quando i cristiani d’Oriente e Occidente vivono fianco a fianco, essi hanno anche l’opportunità di arricchirsi l’un l’altro". Benedetto XVI ha poi esortato "cattolici e assiri, pur nel pieno rispetto delle diverse tradizioni dottrinali e disciplinari", a "respingere atteggiamenti antagonistici". "Nuove speranze e possibilità ha fatto notare talvolta causano nuovi timori, e ciò anche in relazione ai rapporti ecumenici. Certi recenti sviluppi nella Chiesa assira d’Oriente hanno creato degli ostacoli alla promettente attività della Commissione congiunta (per il dialogo teologico tra Chiesa cattolica e Chiesa assira, ndr). C’è da sperare ha concluso il Papa – che il lavoro fruttuoso che la Commissione ha svolto negli anni possa continuare" per "il ristabilimento della piena comunione".