"L’interpretazione naturalistica dell’uomo non è soltanto incompatibile con la fede cristiana", ma "comporta un autentico capovolgimento del punto di partenza della modernità", che "pone fine all’umanesimo" ed apre una fase "postumanistica" nel clima culturale attuale, caratterizzato anche da fenomeni come il "primato del corpo" e dalle due tendenze generali dominanti del "relativismo" e dell’"agnosticismo". Lo ha detto il card. Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, intervenendo all’incontro dei docenti universitari europei, promosso dal Ccee, che si è aperto oggi a Roma sul tema: "Un nuovo umanesimo per l’Europa". "Il rifiuto dell’interpretazione naturalistica dell’uomo ha precisato tuttavia Ruini rivolgendosi ai 2.500 docenti universitari provenienti da 44 Paesi europei non può essere l’ultima parola della fede cristiana, rispetto alla nuova questione antropologica". Questo perché, secondo il cardinale, "l’umanesimo cristiano non sottintende in alcun modo una qualche forma di avversione nei confronti delle scienze empiriche": al contrario, il programma "tipicamente umanistico" di "allargare gli spazi della razionalità", proposto con forza da Benedetto XVI, "favorisce un genuino sviluppo delle scienze, liberandole dal pericolo, sempre presente, di restare prigioniere del riduzionismo scientista".