"Fino a quando la fede cristiana sarà viva e riuscirà a generare cultura, né la riduzione dell’uomo alla natura né una prospettiva totalmente relativistica o nichilistica potranno affermarsi pienamente". Ne è convinto il card. Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, intervenuto oggi all’incontro europeo dei docenti universitari. Secondo Ruini, "la questione dell’uomo è, per l’uomo stesso, certamente inevitabile", ma "nella risposta che diamo alla domanda sull’uomo influiscono le nostre opzioni e il nostro personale coinvolgimento": "Nessuno pertanto, credente o non credente, relativista o non relativista, scienziato o filosofo o teologo ha ammonito il cardinale – può presumere di essere esonerato da questa condizione umana e ritenere le proprie convinzioni riguardo all’uomo puramente ‘neutrali’ e ‘laiche’, contestando soltanto agli altri di procedere sulla base di opzioni precostituite, o addirittura di pregiudizi". Solo l’uomo inteso come "la via della Chiesa", ha detto Ruini citando la Redemptor Hominis di Giovanni Paolo II, può e deve "essere anche il grande e comune oggetto di indagine della cultura del nostro tempo e in particolare della ricerca universitaria" (segue).