No a "soluzioni sommarie e a rischio" e no "a slogan che giocano sull’emozione. Occorre riportare il dibattito ad un livello serio e profondo, all’interno del quale le parole riacquistino il loro vero significato e prevalga l’attenzione per il bene della persona". Ad affermarlo al Sir è Maria Luisa Di Pietro, presidente con Bruno Dallapiccola dell’associazione "Scienza e vita". In un’intervista domani su old.agensir.it, Di Pietro commenta positivamente il rallentamento, in Commissione Igiene e sanità del Senato, della discussione in corso sui dieci disegni di legge sul testamento biologico presentati, per i quali è stata fissata una seduta settimanale (ogni martedì) per alcuni mesi. Secondo la presidente di "Scienza e vita", questa decisione esprime "la consapevolezza che la posta in gioco è alta e che la discussione su questioni cruciali per la vita e soprattutto per i malati, potrebbe produrre esiti in grado di ledere gravemente la dignità della persona e il dovere di assistenza che la società ha nei confronti dei più fragili". "Spero che questa decisione condivisa porti ad una convergenza più profonda auspica Di Pietro e, anziché tradursi in una legge sul testamento biologico sia motivo di seria riflessione sul valore della vita e la dignità intrinseca di ogni uomo, al di là delle sue condizioni fisiche o psichiche". (segue)