"Per la nostra comunità è una grande gioia e il compimento di una lunga attesa. Finalmente, il Santuario ritorna ad essere punto di riferimento di devozione mariana per la Valle San Martino". Così, il parroco di Foppenico di Calolziocorte (Lecco), don Angelo Belotti, saluta la riapertura al culto del Santuario di Santa Maria del Lavello, chiuso per restauri dal 1999. Domenica mattina, la cerimonia di riapertura sarà presieduta dal vescovo di Bergamo, mons. Roberto Amadei, che simbolicamente riconsegnerà il Santuario, uno dei più antichi della Lombardia, la cui fondazione risale all’anno Mille, alle comunità cristiane del territorio. Complessivamente, i lavori di restauro del Santuario e dell’annesso convento sono costati quasi 5 milioni di euro. La denominazione di Santa Maria del Lavello deriva da un episodio del XV secolo, quando l’eremita Jacopino, che aveva trovato rifugio nei ruderi dell’antico castello, distrutto nel 1373, rinvenne, sotto una tomba, una fonte d’acqua. I lavori di restauro hanno permesso di riscoprire il sistema di vasche di raccolta, interne ed esterne alla chiesa, mentre la fonte non esiste più. Alla cerimonia di riapertura al culto sarà presente anche il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Ettore Albertoni. "Auspico ha dichiarato che il santuario, naturale ponte tra il Lecchese e la Bergamasca, svolga appieno la sua funzione a favore dello sviluppo civile e culturale dell’intero territorio".