In Italia e in Europa "cresce il clima di incertezza" che genera "insicurezza" a causa del "terrorismo internazionale, della guerra globalizzata, dell’emergenzaambientale" ed "aumenta il senso di paura e di precarietà, soprattutto tra i giovani", e "l’ostilità verso le situazioni di forte diversità". In questo quadro "la povertà cambia forme e localizzazione, assume nuovi volti, ma resta una sfida per la società civile e la comunità ecclesiale": su questo si confronteranno gli oltre 600 delegati delle Caritas diocesane di tutta Italia che partecipano da oggi fino al 28 giugno, a Montecatini, al XXXI Convegno nazionale delle Caritas diocesane intitolato "Al di sopra di tutto ‘Un cuore che vede’ per animare alla carità". Ad introdurre i temi del convegno è stato oggi pomeriggio mons. Francesco Montenegro, vescovo di Messina-Lipari-S.Lucia del Mela e presidente di Caritas italiana, che dopo l’intervento di mons. Bagnasco, presidente della Cei, ha proposto le riflessioni dei prossimi giorni su "l’eclissi della giustizia, l’enfasi della pena, in una società assuefatta al tema della povertà, che si sente rassicurata – di fronte alla precarietà, dalle parole d’ordine sulla sicurezza". "Ci interrogheremo – ha detto mons. Montenegro – su uno sviluppo economico che sembra soltanto sfiorare i territori più in difficoltà e su una sostanziale stasi delle politiche di contrasto alle povertà, di fronte ad una famiglia sempre più in affanno".