Il “patto anglicano” costringerebbe le diverse province a consultare la comunione prima di prendere decisioni importanti e invita le diocesi anglicane che hanno contribuito alla frattura sul problema delle ordinazioni gay a esprimere pentimento. L’accordo, di quattro pagine, è stato scritto dai primati anglicani a febbraio e ognuna delle trentotto province che rappresentano la comunione anglicana in tutto il mondo deve rispondere entro la fine dell’anno. Se questa versione del patto venisse approvata una stesura definitiva verrà messa a punto la prossima estate quando i vescovi anglicani si riuniranno a Canterbury per la Lambeth conference. In un messaggio ai fedeli anglicani Rowan Williams, Primate della Chiesa di Inghilterra ha definito il “covenant” “una risposta alla crisi” non “un mezzo per avere uno scisma”.