CARITAS: PASINI, "NO A COMPLESSI DI INFERIORITÀ QUANDO SI DIFENDONO I POVERI"

"La collaborazione con l’Ente pubblico deve avvenire senza alcun complesso di inferiorità, con la massima trasparenza e in piena libertà da vincoli. La preoccupazione della Caritas deve essere e deve risaltare davanti a tutti, quello della difesa della persona e soprattutto dei poveri". Lo ha ribadito oggi pomeriggio mons. Giuseppe Pasini, direttore di Caritas Italiana dal 1986 al 1996 durante la tavola rotonda nell’ambito del 31° Convegno nazionale delle Caritas diocesane in corso fino al 28 giugno a Montecatini. Un esempio di metodo "esemplare", a suo avviso, è la recente azione svolta dalla Caritas Internazionalis sul G8 visto che "manca, soprattutto nei ‘grandi del mondo’, l’interesse e la volontà politica di affrontare il problema della povertà". Da qui la mobilitazione sui mass media e l’incontro con alcuni responsabili del G8. "Forse questa strada, pur con modalità diverse, è tuttora la più valida per saldare insieme denuncia e collaborazione", ha sottolineato mons. Pasini, ricordando anche i 100.000 obiettori di coscienza che dal 1977 al 2005 hanno transitato nelle Caritas diocesane. La maggior parte ha continuato ad impegnarsi in ambito ecclesiale e sociale e "si calcola che circa un centinaio di giovani ha fatto scelte di tipo religioso: seminario, convento, diaconato permanente". Una percentuale molto alta si è poi "dichiarata disponibile a scelte come l’affidamento familiare o l’accoglienza".