"Salutiamo la decisione di conferire un chiaro mandato ad una Conferenza intergovernativa (Cig) per realizzare una riforma istituzionale dell’Ue". Con queste parole la Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea) esprime soddisfazione per i risultati del Consiglio europeo (Bruxelles 21-22 giugno). Circa il progetto di un "trattato di riforma", che "dovrà modificare i trattati attuali", in una nota diffusa oggi la Commissione dei vescovi europei rileva che "il trattato sull’Unione europea (Trattato Ue, 1992) manterrà il suo nome" mentre il "trattato istitutivo della Comunità europea" (1950) resterà in vigore ma verrà denominato "Trattato sul funzionamento dell’Unione". "Insieme osserva la Comece essi simboleggiano che il mantenimento della pace e il rafforzamento dell’unità rimangono i principali motori dell’integrazione europea". Pur apprezzando il mantenimento del paragrafo del preambolo del trattato costituzionale che fa riferimento all’eredità culturale e religiosa dell’Europa, la Comece riafferma: "Sarebbe meglio per l’Europa che il trattato riconoscesse in modo esplicito che il cristianesimo ha costituito e continua a costituire la sua eredità culturale e religiosa". (segue)