A questo tipo di fragilità "sociale" sono connesse, ha spiegato padre Pangrazzi, "malattie come l’alcolismo, le tossicodipendenze, l’aids, che oggi mettono a dura prova la nostra società perché l’aumento di questa forma di sofferenza, non solo individuale ma familiare, incrina anche il tessuto della società". Non mancano, infine, "le malattie dello spirito: dallo smarrimento alla perdita dei valori, dal senso di vuoto all’inutilità, da forme morbose di sensi di colpa fino all’ultimo gesto di disperazione che è il suicidio, il negare la propria vita per quello smarrimento dinanzi al fatto che ci si trova vuoti di scopi, di speranza o di valori". Alla relazione di padre Pangrazzi seguirà il lavoro in quattro gruppi di lavoro. L’attenzione sarà puntata su "malattia terminale: l’accompagnamento dei morenti", "la fragilità psichica: il sostegno ai malati di mente", "la fragilità sociale: l’immigrazione e l’emarginazione", "l’handicap grave: l’attenzione alle famiglie ai contesti". "Si tratta ha chiarito di padre Pangrazzi di quattro orizzonti di fragilità, scelti tra i tanti possibili, perché di particolare importanza ai nostri giorni".