La cancelliera tedesca Merkel, all’ultima presenza nel Parlamento Ue come presidente di turno (dal 1° luglio la guida dell’Ue passerà al Portogallo), ha spiegato che "con il trattato di riforma verrà rafforzata la dimensione sociale dell’Unione e sarà riconosciuto il valore vincolante della carta dei diritti fondamentali", con l’eccezione della Gran Bretagna, che ha ottenuto la garanzia dell’opt-out "in rispetto al suo specifico sistema giuridico". La Merkel si è poi dichiarata contraria all’Europa "a due velocità": "Solo agendo insieme manterremo fede al progetto comunitario, garantiremo i diritti e gli interessi dei nostri cittadini". Intervenendo nella sede dell’Eurocamera, il capo dell’Esecutivo Barroso ha dal canto suo spiegato la necessità di seguire i lavori della Cig e di dar corso, nel prossimo anno, alle necessarie ratifiche del trattato. S’è quindi detto "molto soddisfatto" per l’accordo sottoscritto dai 27 per "l’estensione del voto a maggioranza, che darà più efficienza all’Ue" e per il "rafforzamento della democrazia interna, grazie ai maggiori poteri del Parlamento Ue e dei parlamenti nazionali e al vincolo giuridico assegnato alla Carta dei diritti". Barroso ha concluso ricordando che "bisognerà poi spiegare ai cittadini il compromesso raggiunto e i motivi per cui l’Ue ha bisogno" delle riforme previste dal summit.