Nell’Egeo invece, tra la Turchia e la Grecia, hanno perso la vita 693 migranti, tra i quali si contano 343 dispersi. Infine, nel Mare Adriatico, tra l’Albania, il Montenegro e l’Italia, negli anni passati sono morte 553 persone, delle quali 250 sono disperse. "Il mare – si legge nel rapporto – non si attraversa soltanto su imbarcazioni di fortuna, ma anche sui mercantili, dove spesso viaggiano molti migranti, nascosti nella stiva o in qualche container. Ma anche qui le condizioni di sicurezza restano bassissime: 140 le morti accertate per soffocamento o annegamento". Molti anche coloro che hanno perso la vita in incidenti stradali viaggiando nascosti nei tir e quelli uccisi dagli spari della polizia di frontiera: almeno 87 migranti, di cui 35 soltanto a Ceuta e Melilla, le due enclaves spagnole in Marocco, e altri 28 al confine turco con l’Iran. Altre 22 hanno perso la vita viaggiando nascoste sotto i treni che attraversano il tunnel della Manica, per raggiungere l’Inghilterra, cadendo lungo i binari o rimanendo fulminati scavalcando la recinzione del terminal francese, oltre a 12 morti investiti dai treni in altre frontiere e 3 annegati nel Canale della Manica.