"Come da noi spiegato molte volte in questi anni e ribadito dalla difesa nel corso del processo si legge ancora nella nota – la Radio Vaticana ha sempre svolto la sua attività nel quadro degli accordi internazionali esistenti con l’Italia relativi al Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria, e, per quanto riguarda la protezione della popolazione, si è sempre attenuta alle raccomandazioni internazionali in materia di emissioni elettromagnetiche anche prima della esistenza di normative italiane, e dal 2001, in seguito all’accordo con il Governo italiano, rispetta attentamente i limiti previsti dalla nuova normativa italiana, attualmente vigente, come dimostrano le misurazioni svolte per mandato della Commissione bilaterale dalle istituzioni pubbliche italiane più competenti e attrezzate in materia". Per l’emittente della Santa Sede, "non vi è, quindi, alcun motivo fondato per pensare che l’attività della Radio Vaticana sia stata di fatto nociva in passato e possa essere oggi frutto di preoccupazione per la popolazione circostante". Nel corso del 2001 l’attività del Centro di Santa Maria di Galeria era diventata oggetto di "vivaci polemiche", per Radio Vaticana "del tutto ingiustificate", sull’ osservanza o meno delle nuove normative italiane sulle emissioni elettromagnetiche.” ” ” “