"Un alunno delle scuole paritarie ricorda Maffeis – costa alla comunità circa un terzo del suo coetaneo che frequenta le pubbliche. Rispetto al resto del Paese, in Trentino c’è una convenzione estremamente favorevole alle prime. Questo non impedisce che spesso le paritarie vengano ancora considerate scuole per i ricchi, se non altro per il fatto che tante famiglie non sarebbero in grado di sostenerne la retta. Un sistema democratico rende la scuola accessibile a tutti, favorendo le famiglie nella possibilità di scegliere l’istituto più in sintonia con il loro progetto formativo ed educativo". Secondo Maffeis, "giustizia vuole che gli insegnanti, a loro volta, siano riconosciuti anche economicamente per quello che si spendono fra i ragazzi. Su questi punti il nostro contesto sociale stenta ancora a confrontarsi con serenità e quindi a fare i passi necessari per garantire una coerente libertà educativa. Anzi, nell’affrontare la questione rischia di andare fuori tema: lo fa anche nel linguaggio, ogni volta che intenzionalmente si ostina a parlare di scuola privata invece che di scuola paritaria… Ci sono contenziosi del passato che ci trasciniamo dietro, a scapito di una proposta formativa più ricca".