"Pio XII non è stato solo il Papa della seconda Guerra mondiale, ma un Pastore che, dal 2 marzo 1939 al 9 ottobre 1958, ha avuto davanti a sé un mondo irretito nelle passioni violente e irrazionali. Da allora ha iniziato a prendere corpo una incomprensibile accusa al Papa per non essere intervenuto come dovuto a favore degli ebrei perseguitati": lo ha detto oggi a Roma il card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, intervenendo alla presentazione in Campidoglio del volume di Andrea Tornielli "Pio XII, Eugenio Pacelli. Un uomo sul trono di Pietro". "Qualsiasi presa di posizione propagandistica della Chiesa contro il governo di Hitler ha aggiunto – sarebbe stata non solamente un suicidio premeditato… ma avrebbe accelerato l’assassinio di un numero ben maggiore di ebrei e sacerdoti". Riferendosi all’azione in favore degli ebrei, Bertone ha ricordato un episodio dell’ottobre del 1943: "Oltre alla gendarmeria (circa 150 persone) e alla guardia svizzera (circa 110 persone), c’era anche la guardia palatina. A quella data, per proteggere il Vaticano (non più di 300 persone) e gli stabili extraterritoriali c’erano già 575 guardie palatine. Ebbene, la Segreteria di Stato chiese alla potenza occupante l’Italia di poter assumere altre 4.425 persone da inserire nell’organico della Guardia Palatina. Il ghetto ebraico era a due passi…".