Nel suo intervento nella sede dell’Europarlamento, l’arcivescovo anglicano Tutu ha affermato ancora a proposito della situazione in Darfur: "Credo che tutti vogliano vedere un’Africa libera e nel benessere. Per questo nutro speranza. Ma è necessario agire con determinazione, richiamando tutti al loro dovere"; "fra questi c’è anche la Cina, che ha forti e crescenti interessi in Africa". Nel suo intervento, Jody Williams ha descritto le "responsabilità della comunità internazionale" nella regione africana, dove "nessuno è finora riuscito a proteggere la popolazione civile". Secondo Williams nel Darfur occorrono "protezione, acqua e cibo. La gente indifesa invoca sicurezza. E bisogna fermare lo stupro collettivo come arma per piegare le popolazioni locali". La premio Nobel ha fornito all’Ue alcuni "suggerimenti" per un’azione "che possa dare dei risultati": "Bisogna fare in modo di avere un’iniziativa di pace coordinata e un intervento diplomatico coerente; quindi coinvolgere le persone e la società civile; fornire aiuti materiali e risorse adeguate alla gravità della situazione, con un’attenzione particolare per i profughi". Nel corso della discussione con gli eurodeputati sono emersi altri casi per i quali sono stati auspicati interventi politici e umanitari: fra questi la Palestina, la Birmania e il Ciad.