Anche ad Haiti la situazione è difficile, con molta siccità alternata a forti piogge e inondazioni a causa di una cattiva gestione delle risorse naturali. Secondo padre Wilnés Tilus, direttore generale di Caritas Haiti, “il presidente Bush ha la sua politica ma negli Usa è interessante vedere che alcuni governatori decidono invece di impegnarsi diversamente e rispettare gli impegni internazionali. Questo è un segno importante di speranza per il mondo: avere un presidente che dice ciò che vuole ma anche, nello stesso Paese, gente che decide diversamente. Tanti movimenti sociali in tutto il mondo si stanno svegliando per dire che oggi vogliamo una vita migliore per le generazioni future. Dobbiamo lottare perché i politici si rendano conto che non possono ignorare la protezione della natura e della vita di tutti”. Perfino in Australia, nazione ricca prima mai toccata da problemi di questo tipo, la scarsità di risorse idriche e le inondazioni stanno provocando grossi problemi, tanto da far impegnare in prima persona la Chiesa. Per Jack de Groot, direttore esecutivo di Caritas Australia, “la mancanza di impegno e negligenza di Bush è riprovevole e cieca. Spero che gli altri paesi del mondo si assumano le loro responsabilità, a prescindere dalla posizione degli Stati Uniti”.