CELLULE STAMINALI "RINGIOVANITE": DI PIETRO (CATTOLICA), "CAUTELA", "SI PARTE DALLE STAMINALI ADULTE PER RIPORTARLE ALLO STADIO EMBRIONALE" ” “” ” ” “

"Riportare allo stato embrionale cellule adulte". Questa, spiega Maria Luisa Di Pietro, del Centro di Bioetica dell’Università Cattolica di Roma, l’operazione del gruppo di scienziati americani che sono riusciti a "rimettere indietro" le lancette dell’orologio delle staminali adulte, inserendo nelle cellule adulte del tessuto connettivo dei topi quattro geni chiave delle cellule embrionali. Di Pietro invita alla "cautela" nella valutazione di tali esperimenti, esprimendo al Sir "dubbi e perplessità". "E’ vero – argomenta l’esperta – che le cellule staminali sono state ottenute senza distruggere embrioni, ma è anche vero che esse non sono più cellule adulte, ma cellule adulte ‘riprogrammate’ per essere cellule staminali embrionali". Le cellule ottenute dagli scienziati americani, infatti, non sono cellule "pluripotenti" – come hanno scritto diversi giornali – ma "totipotenti", come dimostra il fatto che i topi "si sono poi riprodotti". In quanto cellule totipotenti "in grado addirittura di arrivare ad uno sviluppo organico completo" – conclude Di Pietro – tali cellule "riproporrebbero gli stessi interrogativi etici relativi all’utilizzo di cellule staminali embrionali, qualora venissero trasferite sull’uomo".