La carità cristiana, dunque, sfida il donatore "a collocare l’assistenza umanitaria nel contesto di una personale testimonianza di fede, che perciò diventa parte del dono offerto ai poveri". "Solo quando l’attività caritativa assume la forma della donazione di sé ispirata a Cristo ha sottolineato Benedetto XVI può divenire un gesto veramente degno della persona umana creata ad immagine e somiglianza di Cristo". La seconda implicazione ricorda che "l’amore di Dio è offerto ad ogni persona ha detto il Papa – visto che la carità della Chiesa è anche universale nelle possibilità e quindi deve includere un impegno nella giustizia sociale. Anche se perfino cambiare le strutture sociali ingiuste non basta per garantire la felicità della persona umana". Citando poi il suo discorso ad Aparecida (Brasile) nel quale affermava che il compito delle politica "non è di immediata competenza della Chiesa", Benedetto XVI ha ribadito che la missione della Chiesa "è piuttosto di promuovere lo sviluppo integrale della persona umana", ossia l’attenzione alla "promozione della dignità umana, al benessere" e alla "salvezza eterna".