MINORI IMMIGRATI: MIGRANTES (CEI), I 6.572 NON ACCOMPAGNATI "PONGONO SERI INTERROGATIVI"

I minori non accompagnati, ossia che entrano o vengono trovati in Italia non al seguito dei genitori o di un tutore, "pongono seri interrogativi dal punto di vista normativo, oltre che umanitario". Lo afferma al Sir padre Bruno Mioli, consulente della Fondazione Migrantes, a margine del convegno sul tema "Minori stranieri non accompagnati: percorsi di protezione e pratiche di integrazione", in corso a Roma e promosso dai Ministeri della Solidarieta’ sociale e dell’Interno e dall’Anci. Per padre Mioli "viene esclusa l’espulsione, non però il riaccompagnamento nel Paese di origine. Problematica rimane – spiega – la sua permanenza in Italia al compimento della maggiore età: secondo la norma in vigore è prevista la possibilità del rilascio di un permesso di soggiorno se il minore ha frequentato per non meno di due anni un programma di integrazione sociale e civile e si trova sul territorio italiano da non meno di tre anni". Una disposizione, questa, che risulta "estremamente rischiosa perché induce chi ha progettato questo passaggio del minore in Italia (cosche mafiose o gli stessi familiari) ad anticipare a prima dei quindici anni l’invio". (segue)