Oggi a Benin City, nel sud-est della Nigeria, è stato inaugurato un centro unico nel suo genere: uno shelter, ossia una Casa di accoglienza per donne vittime della tratta, rimpatriate volontariamente o espulse dall’Europa e specialmente dall’Italia. "È un sogno che abbiamo condiviso in molti che finalmente diventa realtà", afferma suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata e coordinatrice dell’Ufficio contro la tratta di esseri umani dell’Unione delle superiore maggiori italiane (Usmi). La casa, intitolata Women Resource Centre, vuole essere anche un luogo-simbolo della lotta contro la tratta. In Italia sono circa 30mila le ragazze nigeriane costrette a prostituirsi. Almeno il 70% proviene da Benin City. Il centro, finanziato dalla Cei con i fondi dell’8 per mille e dalla Caritas italiana, è frutto anche del lavoro svolto dall’Usmi insieme alla Conferenza delle religiose nigeriane e ai salesiani. "Il lavoro delle suore è fondamentale per togliere tante ragazze dalla strada e per aiutarle a reinserirsi in famiglia e nel tessuto sociale conferma suor Florence Nwaonuma, responsabile del Comitato per il sostegno della dignità della donne (Cosodw), un’organizzazione voluta dalla Conferenza delle religiose nigeriane -. Spesso tornano qui distrutte. Hanno bisogno di accoglienza e accompagnamento. Per questo è nata la casa".