CARCERE: GARANTE DETENUTI DEL LAZIO, "SITUAZIONE INSOSTENIBILE" NELL’AREA RISERVATA DEL CARCERE DI VITERBO

Situazione "insostenibile" nell’area riservata del carcere di Viterbo, dove sono reclusi i detenuti sottoposti al 41/bis (che prevede il carcere duro per i mafiosi e altri criminali pericolosi). Lo denuncia oggi Angiolo Marroni, garante regionale dei diritti dei detenuti della Regione Lazio, dopo aver ricevuto le lettere di alcuni detenuti che lamentano "colloqui con l’esterno negati, precarie condizioni igienico-sanitarie, presunti abusi". Luigi, in carcere dal 1986, parla di permessi negati per ottenere un colloquio interno con la moglie Anna, reclusa nel carcere di Messina. In 11 anni i due si sono visti faccia a faccia solo due volte. Stesso problema per le telefonate. "Da novembre ha potuto telefonare solo due volte", rende noto l’ufficio del garante. Un altro detenuto, Alessio, racconta che l’area riservata è "priva di finestre, sempre al buio e spessissimo invasa di liquami che fuoriescono dai wc". "I miei collaboratori si sono già adoperati per verificare – dice Marroni, che descrive la situazione delle carceri italiani anche in una intervista che verrà pubblicata domani sul Sir bisettimanale -. Sarebbe, infatti, gravissimo se la realtà fosse quella denunciata nelle lettere. A prescindere dal reato commesso, queste persone hanno diritto fondamentali che non possono essere calpestati, come quello a non perdere la propria dignità".