Non avremo più i dico, ma i "cus" (contratti di unione solidale), ma della famiglia, basata sul matrimonio, chi si preoccupa? "Anche l’effetto Family Day osserva Francesco Zanotti, direttore del settimanale diocesano di Cesena, Corriere Cesenate e vicepresidente della Fisc (settimanali cattolici) – è lì che sta scemando. Con tutto quello che è successo a Roma il 12 maggio scorso, oggi si rischia di non sapere più neppure quali furono i motivi di tanta mobilitazione. È una sorta di amnesia collettiva, di censura dovuta alla gigantesca onda informativa che ci travolge ogni giorno". Zanotti invita a "resistere". "Dobbiamo tenere allertata la memoria scrive -, dobbiamo sapere quali sono stati i motivi che ci hanno spinto a scendere in piazza per la famiglia. È tutto un impegno, quello dei cattolici e di tutti gli uomini di buona volontà, di cui non si può non tenere conto. È una presenza importante nell’Italia di oggi, una voce da cui non si può prescindere". Per Zanotti, è necessario "un impegno diretto di quanti hanno a cuore questa nostra Italia. Il bene comune, quel bene diffuso di cui oggi si parla fin troppo poco, va rimesso in cima alla lista delle urgenze". "Non è il tempo del disimpegno. Davanti ai tanti guasti della politica degli ultimi tempi, gli uomini di fede hanno una parola di speranza in più da dire e da testimoniare".