"Siamo completamente all’oscuro di dove e in mano di chi, estremisti islamici o semplici criminali, si trovi padre Giancarlo". Lo dichiara al Sir padre Piero Gheddo, missionario del Pime (Pontificio istituto missioni estere), per tanti anni in Asia, parlando di padre Bossi, rapito un mese e due giorni fa nelle Filippine. Anche se non ci sono ancora sviluppi sul sequestro, "l’impressione comune o meglio l’auspicio di tutti afferma padre Gheddo – è che padre Giancarlo riesca a tornare sano e salvo. Speriamo che le forze fisiche non gli vengano meno". Comunque, "dalle foto del missionario, diffuse dopo il rapimento, sembra che per ora stia ancora abbastanza bene". Il Pime, intanto, sente forte la solidarietà dei fedeli: molto partecipate sono state le due celebrazioni in occasione della giornata internazionale di preghiera per la liberazione di padre Bossi, il 10 luglio: sia la messa celebrata a Roma da padre Gian Battista Zanchi, superiore generale del Pime, sia la veglia di preghiera presieduta dal card. Dionigi Tettamanzi nella chiesa di Abbiategrasso (Milano), paese di origine del missionario rapito. "Sono molte le persone sottolinea padre Gheddo che pregano per padre Bossi e con padre Bossi e ci fanno sentire la loro vicinanza".