"Richiamare la coscienza della nostra identità di credenti cattolici, figli grati e obbedienti della Chiesa nostra Madre, in un’epoca in cui la tentazione strisciante del relativismo si insinua da tante parti". Così mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e presidente della Commissione episcopale (Cei) per la dottrina della fede spiega, in un’intervista al SIR, il "valore" del documento della Congregazione per la dottrina della fede, "Risposte a quesiti riguardanti alcuni aspetti circa la dottrina sulla Chiesa", diffuso il 10 luglio dalla sala stampa vaticana. Il "richiamare la coscienza della nostra identità", aggiunge mons. Forte, "va però vissuto con grande serenità: non è riaffermare l’identità contro qualcuno, ma richiamarla per meglio vivere la nostra missione al servizio del Vangelo e, dunque, la nostra carità verso tutti". Mons. Forte sottolinea che "la novità" del documento "non è nei contenuti, ma nel contesto: che è quello della nuova evangelizzazione nell’orizzonte del villaggio globale e delle sfide della giustizia, della pace, dell’urgenza di testimoniare con serena convinzione gli orizzonti di senso e le ragioni di speranza che ci vengono dalla nostra fede di discepoli di Cristo nella Sua Chiesa, la cui comunione è vera buona novella di fronte alle solitudini così diffuse nelle società del cosiddetto tempo post-moderno". (segue)