"I Cus, i contratti di unione solidale, presentati dal senatore Cesare Salvi, giuridicamente rivelano un salto di qualità rispetto ai Dico proposti da Pollastrini-Bindi, ma ideologicamente non rappresentano un passo avanti". Lo ha detto al SIR Francesco D’Agostino, presidente dell’Unione giuristi cattolici italiani (Ugci) a margine della III edizione dei Laboratori sublacensi che si sono aperti oggi pomeriggio presso l’abbazia benedettina di Santa Scolastica a Subiaco e dedicati al tema "La laicità del matrimonio". "Mentre i Dico erano criticabili sia da un punto di vista tecnico-giuridico che ideologico-politico ha precisato il giurista Salvi ha risolto i problemi tecnici ma non quelli di tipo politico-ideologico. Non c’è, dunque, nessun progresso. L’obiettivo finale è sempre quello, un’unione da stipularsi anche tra persone dello stesso sesso, e Salvi è stato molto abile a fare questo disegno di legge per eliminare le incongruenze tecnico-giuridiche che erano palesi nei Dico e rilevate da tutti,a destra e a sinistra". "La proposta Salvi ha ribadito D’Agostino non rappresenta né un salto di qualità né un’apertura alle istanze del Family Day. E questo è un grande errore perché il Family Day aveva un’intenzione bi-partisan, trasversale, esplicitamente si poneva come una richiesta al Parlamento per ripensare il tema della famiglia al di sopra degli schieramenti contrapposti. Invece non tener conto di queste istanze oggettivamente sembra voglia far appiattire il Family Day".