"È la sua dimensione spirituale, l’anima, che impone all’uomo la domanda sulla natura della mente e attraverso di essa sulla sua natura tout-court", ha chiarito il card. Scola. Gesù Cristo, ha aggiunto, "spalanca i credenti ad un’indicibile voglia di vita, ma la necessità dell’anima o dello spirito (al di là del termine che potrebbe essere sostituito da un altro meno compromesso, qualora lo si rinvenisse) è una proposta ragionevole a disposizione di tutti, anche di chi dice o pensa di non credere". "Se la scienza ha argomentato ancora il patriarca di Venezia – ‘è essenzialmente un’incursione immaginatrice in ciò che potrebbe essere vero’ allora affermare la necessità dell’anima forse consente di giovarsi meglio delle scienze". La vita cosciente, ultimamente riferita all’anima, è, per il porporato, "il paradigma per interpretare la vita in generale. Chi nega questo principio finisce per ridurre la vita a puro oggetto e per sminuire l’essere vivente proprio depotenziando il suo carattere di vivente". Perciò, ha concluso il card. Scola, "un grande compito educativo si apre davanti a credenti e non credenti: accompagnare uomini e donne alla riscoperta della dimensione spirituale (anima) della umana esistenza". Il patriarca di Venezia ha anche scritto una preghiera per la città in occasione della festa del SS. Redentore.