L’accordo raggiunto, con "i sacrifici che comporta", spiega padre Lombardi, – è anch’esso un segno di questo impegno, della decisione di chiudere una pagina dolorosa per guardare in avanti nella linea della prevenzione e della creazione di un ambiente sempre più sicuro per i bambini e i ragazzi in tutti gli ambiti della pastorale della Chiesa. Tuttavia, dato che il problema degli abusi nei confronti dell’infanzia e della sua adeguata tutela non riguarda affatto solo la Chiesa, ma anche molte altre istituzioni, è giusto che anche queste prendano con decisione i provvedimenti necessari". La Chiesa, "cosciente della sua responsabilità educativa nei confronti della gioventù conclude il direttore della Sala Stampa Vaticana – intende quindi partecipare da protagonista nella lotta contro la pedofilia, che giustamente sta coinvolgendo oggi settori sempre più ampi della società in molti paesi del mondo".