“É importante notare che era Peres il ministro degli Esteri al tempo della firma, e poi, della ratifica sul piano internazionale, dell’Accordo fondamentale tra Santa Sede e Stato di Israele (30/12/1993 e 10/3/1994, rispettivamente), come pure quando, in base all’Accordo fondamentale, venivano allacciati i rapporti diplomatici tra le stesse Parti (15/06/1994). Lecito sperare perciò che, se non per altro per un’esigenza di coerenza, il nuovo Capo dello Stato si adoperi per far iscrivere lo storico accordo nella legislazione israeliana per assicurare ad esso l’efficacia che diversamente non ha avuto, e non ha nemmeno oggi, nonostante siano passati tanti anni”. E’ il commento del giurista francescano, padre David-Maria Jaeger, esperto dei rapporti giuridici Chiesa-Stato in Israele, soddisfatto per la scelta fatta dal parlamento. Per padre Jaeger "l’elezione di questo ottantaquattrenne, e la palese appropriatezza di questa scelta, evidenziano l’insensatezza delle offese recate qua e là anche a persone di grande qualità e ricche di meriti, in riferimento alla loro avanzata età, come se la vecchiaia in sé stessa delegittimasse chi dalla Provvidenza ha avuto la grazia di vivere a lungo, per svolgere mansioni di grande responsabilità; la Bibbia infatti insegna l’esatto contrario”.